Mi sono poi trasferita a Roma per iscrivermi alla NUCT Scuola internazionale di cinema e televisione, dove ho conseguito il diploma di regia. Successivamente ho frequentato un corso avanzato per filmaker presso F.W. MURNAU: scuola di alta specializzazione in cinema fantastico.
Durante gli studi ho partecipato a diversi set nei quali ho ricoperto diversi ruoli da regia a aiuto regia, a produzione.
Ho scritto e girato tre cortometraggi: nel 2008 “Libidia”, nel 2010 “Una di due”, nel 2011 “Riflessioni sul cinema”. Accostata temporaneamente l’esperienza “cortometraggi” mi sono avvicinata alla videoarte producendo due progetti “The show” e “Water by Woman”

THE SHOW Trilogiy, Red carpet, 3'00", 2011

THE SHOW Trilogiy, The accident, 4'35", 2011

THE SHOW Trilogy, The Suicide, 4'35", 2011

Water by Woman Trilogy, Fertility, 7'50", 2011

Water by Woman Trilogy, Purification, 7'50", 2011

Water by Woman Trilogy, Life, 7'50", 2011
Video disponibili:
THE SHOW Trilogy
Osservare immagini come una lacerazione nella carne, un corpo steso a terra dopo un incidente o una scena del crimine produce un inaspettato senso di piacere. Curiosità, voyerismo del cadavere, rottura degli schemi nell’osservare “ciò che non si può guardare”? Le spiegazioni sono diverse ma tutte con un unico comun denominatore: il piacere della visione.
Questo godimento, però, viene spesso impolverato, ostacolato dalle paure che sono insite nei pareri umani, negli sguardi del prossimo che ci fanno sentire colpevoli per un piacere ricavato dalla sofferenza altrui. Con “The show”, il fruitore ha la possibilità di godere di queste immagini, annichilendo però il senso di colpa che ne viene. Attraverso il loro inserimento nel circuito artistico e, estremizzandone il potenziale estetico, queste rappresentazioni vengono svuotate del valore di veridicità, annullando ogni senso di colpa.

Le indagini in corso in una scena del delitto si tramutano, dopo l’ingresso della stampa, in una sorta di sfilata di moda.
Coloro che rappresentano l’organo di informazione vengono mostrati con occhi e labbra ingranditi a rappresentare la potenza dei media. Un detective e la sua “riccia” segretaria, apparentemente devoti al lavoro, non sapranno resistere ai flash dei fotografi.

Una giovane coppia si ferma, avvicinandosi al cadavere. La giovane ha avuto un incidente per un inaspettato passaggio di rospi sulla strada che stava percorrendo.
Il cadavere è Bello, in linea con il piacere della visione. Il voyerismo insito in ciascuno di noi è raccontato dalla ragazza della coppia; mentre il suo compagno è portatore di quella moralità che non ci permette di godere di questa visione.

Tutto ha il sapore di un rito, di un qualcosa di studiato nei minimi dettagli come una vera e propria messa in scena che viene esplicitata con l’utilizzo di un sangue visibilmente finto: di un rosso vivace , e d’una consistenza massiccia.
L’interprete è vestita e truccata come una modella per allontanare il pensiero dalla donna comune. Una donna per la quale ci saremmo potuti sentire in colpa.
Water by Woman Trilogy
La dimensione simbolica è onnipresente ed è parte integrante della nostra vita. In Water by Woman prendo in esame l’acqua come simbolo, esplicitandolo e raccontandolo attraverso il corpo della donna.



