Maria Korporal

Biografia


"L'arte è la mia vita, questo cammino apparentemente senza fine dalla nascita alla morte. Le mie idee e ispirazioni nascono da tutto ciò che incontro sulla mia strada. Ogni mia opera è un viaggio e un ritorno, per ripartire di nuovo. Ogni mia opera nasce dalle esperienze precedenti, ma è allo stesso momento un foglio bianco, aperto ad accogliere tutte le cose che trovo lungo il cammino. Ogni mia opera è un viaggio e una ri-nascita."

Maria Korporal è nata nel 1962 a Sliedrecht, Olanda. Ha studiato grafica e pittura all'Accademia delle Belle Arti St. Joost a Breda, Olanda, diplomandosi – tra l'altro – con un'installazione video. Dopo gli studi, nel 1986, si trasferisce in Italia, dove torna a dedicarsi alla pittura e alla grafica. Nel 1989 è co-fondatrice della casa editrice Apeiron, per la quale si occupa dei progetti grafici. In questo ambito inizia a lavorare con il computer: la sua produzione artistica degli anni successivi documenta un sempre maggiore utilizzo delle tecniche digitali.
Dal 1998 usa esclusivamente i nuovi media per la sua espressione artistica.
Dal 2014 vive e lavora a Berlino.
La sua produzione artistica include videoarte, imaging digitale, performance e installazioni. Negli ultimi anni si occupa prevalentemente di videoarte. È inoltre attiva nel campo del web design e della grafica.

       

Recent Portfolios



    Catalogo Artisti Ordina video

Video  disponibili:

Stay or fly away?, 0:50, 2015
Quattordici secondi per decidere: se stare o volare via

Defrosting device for
apparently meaningless ink stains, 5'41", 2015
Il video è stato realizzato su un brano di "musica concreta", che tratta il tema dell'incomunicabilità. Il compositore Emiliano Pietrini (Globoscuro) costruì la sua musica in una serie di dialoghi "nonsense", utilizzando le registrazioni casuali che ha fatto nel corso degli anni con diversi artisti italiani, americani e spagnoli. Seguendo questo percorso audio, Maria Korporal ha creato una passeggiata visiva nella stazione centrale di Berlino - una passeggiata lungo la piattaforma in cui tutte le linee si perdono nel centro. Su questo punto di fuga un cristallo nasce, in cui il camminare e il parlare delle persone vengono catturati. Il cristallo si gira e si divide in più frammenti, poi si scioglie in macchie d'inchiostro, con un lento movimento dove tutta la comunicazione sembra fluire insieme. Alla fine della piattaforma, le forme liquide diventano nuovamente un cristallo, aprendosi per un viaggio continuo tra tempo e spazi nuovi

Give us back our shadows, 6:45, 2014
Un’antica leggenda degli Indiani d’America narra che un insetto rubasse l’ombra a chi non rispettava la natura. Privati così della propria anima, gli uomini si ammalavano. Solo con la musica e con il canto riuscivano infine a riaverla e a vivere felici.

Third Eye Flying, 4'54", 2014
In questo video, l'artista agisce con quello che chiama il suo "terzo occhio": una piccola videocamera collegata alla fronte. Sulla pista dell'aeroporto storico Tempelhof di Berlino decolla e vola nello spazio. Vediamo ciò che vede attraverso il suo terzo occhio, quando raggiunge l'area di cui Man Ray ha parlato nel suo "Pepys Diary" (1959): "In qualche parte dello spazio le immagini di tutta la storia passata dell’umanità viaggiano sulle onde dell’etere".

The Cloven Viscount, 3'46", 2013
Il video è ispirato al romanzo “Il visconte dimezzato” di Italo Calvino. La storia “Il visconte dimezzato” inizia con un paesaggio desolato e una scena di guerra. Queste due immagini si ritrovano nel video in una camminata tra pietre, immondizia e frammenti di sculture, accompagnata dal ronzio degli insetti. Il camminatore invisibile si ferma davanti a una testa d’uomo in pietra, che all’improvviso viene strappata in due. Dalla testa dimezzata spuntano due ali, una da diavolo e l’altra da angelo, che spiccano il volo lungo una strada che sembra infinita. Nel solco nero che divide la testa appare un filo rosso. A quel punto intervengono le mani dell’artista: con ago e filo riuniscono le due metà.

Heart-earth, 5:00, 2013
Video realizzato in collaborazione con §vonica (Sonia Laura Armaniaco), aka "The Flying Sisters"
Tutto è cominciato da qui: 'HearteartH' naturalmente la connessione è evidente tra le due parole come incastro, è come un anagramma di un incantesimo dal quale non possiamo sottrarci - il cuore e la terra si influenzano a vicenda - HeartEarth è un lavoro in progress e come il tema è infinito, è come il segno '∞' suggerisce: il 'loop' infinito, H è all'inizio e alla fine, e suona come un soffio ... come forbici tagliano e incollano contemporaneamente immagini, in una azione quasi paradossale - ... intanto l'acqua è lì ... la vita è lì, infinitamente ...

In volo quadrato
Omaggio a Gino De Dominicis,
2'12", 2012
“Tentativo di far formare dei quadrati invece che dei cerchi attorno ad un sasso che cade nell'acqua” e “Tentativo di volo”, due opere di Gino De Dominicis dell'anno 1969, hanno portato alla breve azione che Maria Korporal compie in questo video. Sfidando le leggi della gravità, l'artista cerca di immergersi nell'immortalità tanto auspicata da De Dominicis.

Nevermore, 10'27'', 2012
Perché gli esseri umani si fanno del male? Perché distruggono la natura della quale fanno parte? Attraverso vari spazi e linguaggi espressivi quali performance, frammenti di film storici e disegni animati su carta, l’artista si pone queste domande in quanto parte, a sua volta, dell’umanità. I sussurri “nevermore” (“mai più”), pronunciati dall’artista e trasformati in varie voci femminili e maschili, fanno pensare a una promessa che viene suggellata con un bacio – una promessa che si alza in volo ed è portata via dal vento. L’insicurezza che caratterizza il destino dell’umanità trova un’eco nelle grida dei corvi: il loro “cras, cras!”, che in latino significa “domani, domani!”. Grida che possono significare speranza, ma anche irresolutezza e l’eterno rinvio di una decisione.

Avgerinos & Poulia, 7'00", 2011
Avgerinos & Poulia, un film di Maria Korporal con musica di Sofia Koubli, è ispirato a una fiaba greca. Secondo la tradizione greca, la storia si sviluppa da un filo rosso che si trasforma di continuo, appare, sparisce e ri-appare, e guida i protagonisti lungo il cammino del racconto – per ramificarsi alla fine in un albero-costellazione da cui nascono le due stelle luminose di fratello e sorella Avgerinos e Poulia.

A Midwinter Night's Dream, 3:37, 2010
Autoritratto dell’artista mentre dorme, in un’ambiente caldo e piacevole, vicino al camino e con il gatto che fa le fusa. Cade in un sogno in cui sembra di vivere una rinascita. Un fenicottero con la testa nell’acqua si muove in cerchi concentrici, creando un vortice. Lottando con gambe e braccia, l’artista finalmente riesce a emergere.

La fonte dell'eterna rinascita, 5:36, 2010
"La fonte dell’eterna rinascita" non è un'opera da osservare: bisogna entrarci dentro, dentro la luce che proietta l'opera. Quello che vediamo e sentiamo, sembra ripetersi all'infinito, ma è sempre diverso; come la vita, che muore e ri-nasce sempre. È la mia convinzione personale che il tempo è circolare, e che tutto è destinato a cambiare e rinascere: l'eterna rinascita. L'opera consiste in due video di 5:36 in loop da proiettare su due pareti adiacenti o opposti. A sinistra sfere di pietra escono dall’acqua e salgono lentamente fino a sparire nel cielo: la nascita dei corpi. A destra sfere di acqua con pesci scendono dal cielo e cadono lentemente nell’acqua: il ritorno alle origini.

The Waltz, 3:12, 2010
Il video fa parte del ciclo Korporal Zoo: una serie di brevi video che trattano il rapporto tra animali e esseri umani da diversi punti di vista – culturale, sociale, ambientale. Nel video The Waltz figurano uccelli che volano liberi, e una coppia di donne (possono essere sorelle, amiche, amanti) che sono rinchiuse in una gabbia e ballano infinitamente sul ritmo di un valzer. Alla fine riescono a liberarsi… Il video ha chiari riferimenti ai gender issues e all’emancipazione femminile.

Desert Tree, 1:39, 2010
Il video fa parte del ciclo Korporal Zoo: una serie di brevi video che trattano il rapporto tra animali e esseri umani da diversi punti di vista – culturale, sociale, ambientale. Il video Desert Tree si ispira a una leggenda dalla Mongolia: In un’epoca lontana il cammello era dotato di un paio di splendide corna di cui andava molto fiero. Un giorno un cervo gliele chiese in prestito e lui non seppe rifiutargliele, con la promessa che gli venissero restituite presto: ma il cervo non gliele riportò mai. Da allora i cammelli non fanno che starsene fermi in attesa, guardando l’orizzonte nella speranza di veder arrivare il cervo con le loro corna.

Passing by, 07' 39", 2008
Il video inizia con una ripresa della folla che passeggia e si dedica allo shopping del sabato pomeriggio in via del Corso, a Roma. I movimenti e i rumori cominciano a farsi più rapidi fino a dissolversi in un insieme tenue e vago dai suoni indistinti. È questo lo sfondo davanti al quale prende vita il secondo scenario, una sorta di mondo parallelo: animali – alcune scimmie, una giraffa, una tartaruga – che attendono alle proprie attività quotidiane come mangiare e pulirsi, o che si guardano semplicemente intorno. L’atmosfera è tranquilla e gradevole. La folla dello shopping non è ormai che uno sfondo astratto e quieto, ma essa riappare a più riprese attraverso fastidiosi frammenti di immagini e brandelli sonori, mentre qualche scontrino precipita lentamente al suolo. Una tartaruga, saggia e calma, si fa strada tra i pezzi di carta spiegazzati che sono disseminati per terra. Il clima di serenità viene però turbato dal brusco suono di un clacson: il prepotente via vai delle macchine che, passando, cancella ogni cosa.