LIFE FESTIVAL
Family Portraits of VNP – Very Normal People
PIER GIORGIO DE PINTO (IT/CH)
Installazione multimediale
3 > 17 MAGGIO
Lun. – Ven. ore 17:00 > 21:00
Sab. – Dom. ore 15:00 > 21:00
► 11 maggio dalle 17:30 alle 19:30: aperitivo con l’artista
@ Fabbrica del Vapore, Milano
Via Giulio Cesare Procaccini, 4, 20154 Milano MI
Area Cisterne
Ingresso Gratuito
Life Festival è un progetto di ZONA K
Progetto ospitato grazie alla curatela di: Alessandra Arnò e realizzato in collaborazione con Visualcontainer

Family Portraits of VNP – Very Normal People è un progetto artistico transdisciplinare che esplora il concetto di famiglia in una dimensione post-umana, attraverso la rappresentazione di 89 nuclei ibridi, simbiotici e transmorfi.
Il lavoro integra immagini generate tramite Intelligenza Artificiale, interazione, narrazione speculativa e sistemi archivistici espansi; configurandosi come un ecosistema visivo, rizomatico e concettuale in continua evoluzione.
Le famiglie rappresentate costituiscono una rete non lineare di relazioni affettive, simboliche e mutazionali, dove l’identità emerge come processo dinamico e relazionale.
Qui la famiglia non è sangue. È risonanza.
Non esiste origine. Esistono collisioni.
Le immagini non rappresentano. Emergono.
Ogni volto è una mutazione affettiva. Ogni corpo è una soglia.
Le genealogie si espandono per desiderio, per errore, per abbandono, per amore.
Se stai leggendo, sei già stato incluso.
Questa non è una mostra da osservare, ma un ecosistema da attraversare.
Concept e sviluppo del progetto, produzione immagini e contenuti audiovisivi, sistemi di Intelligenza Artificiale generativa, sviluppo narrativo e archivio digitale, ricerca scientifica, artistica, speculativa, VNP GPT – Archivista Espanso, tecnologie AI e ambienti transmediali: Pier Giorgio De Pinto
Un ringraziamento alle 89 famiglie VNP, alle loro mutazioni, alle loro derive, alle entità visibili e a quelle ancora in formazione e a chi attraversa questo spazio, la tua presenza è già parte dell’archivio

Pier Giorgio De Pinto (Civitavecchia, 1968) vive e lavora in Ticino, Svizzera. La sua pratica artistica indaga il rapporto tra immagine e concetto in una società visiva in continua trasformazione, segnata dall’emergere di nuove tecnologie e da una ridefinizione dell’identità contemporanea. Il suo lavoro si sviluppa tra arte generativa, nuovi media e narrazione transmediale, esplorando il ruolo dell’intelligenza artificiale e dei sistemi digitali come strumenti creativi e dispositivi concettuali. Attraverso installazioni immersive, performance e ambienti interattivi, De Pinto coinvolge attivamente il pubblico, trasformando l’esperienza artistica in un processo partecipativo e percettivo. I suoi progetti integrano linguaggi diversi, video, suono, codici digitali, realtà aumentata e virtuale, costruendo ecosistemi in cui reale e virtuale si intrecciano. Temi centrali della sua ricerca sono identità e alterità, codifica e decodifica, corpo e territorio. Ha esposto e performato in numerose istituzioni internazionali, tra cui Tate Britain e Whitechapel Gallery (Londra), Fondation Beyeler (Basilea), Cabaret Voltaire (Zurigo). HEK – Haus der elektronischen Künste e Fondation Beyeler (Basilea). Fondazione Pinault, Palazzo Grassi (Venezia), Palazzo Ducale (Genova), Viafarini DOCVA e BASE (Milano). Ha partecipato alla 7ª Biennale di Berlino, a Manifesta 11 a Zurigo e a Regionale 17 a Basilea. Parallelamente, collabora come trainer, revisore linguistico e progettista grafico per sistemi di Intelligenza Artificiale; specialista in Machine Learning e processi RLHF applicati allo sviluppo di modelli generativi.
Visualcontainer è una piattaforma indipendente italiana dedicata alla ricerca, promozione e diffusione della videoarte, della media art e delle pratiche audiovisive sperimentali. Attiva dal 2008 come progetto curatoriale e culturale, sviluppa mostre, screening, talk e progetti educativi, costruendo reti tra artisti, istituzioni e festival in Italia e all’estero.
LIFE è un richiamo esplicito alla famosa rivista americana di fotogiornalismo che ha documentato i momenti cruciali del XX secolo, a quello sguardo autoriale e diretto sulla Storia che ha trasformato le fotografie in iconiche immagini e potenti racconti visivi, divenuti parte della memoria collettiva.
Come la rivista, LIFE ambisce a stimolare una riflessione sul presente attraverso l’incisività di una messa in scena che si muove sull’ambiguo confine tra realtà e finzione, sulle interpretazioni e sul gioco che regolano la relazione tra verità e menzogna, sullo smascheramento di uno spudorato uso dei media, sul potere della narrazione.
LIFE propone un teatro che osserva e interpreta il presente, attinge da dati reali e li restituisce in modo vivido sulla scena, unendo performance, arte visiva, cinema, giornalismo, scienza e ricerca. Il rapporto con la realtà diventa oggetto e strumento di un’indagine che rimescola le narrazioni e i linguaggi, ridiscute il concetto di autore e interprete, riformula i criteri di fruizione e di appropriazione degli spazi, apre connessioni esplicite con la sociologia, l’urbanistica, la statistica, la storia, l’economia e la tecnologia. Uno storytelling critico che si concentra sulla rappresentazione o meglio sulla negoziazione tra il reale e la sua rappresentazione. Indagini storico-politiche, documenti destrutturati fino a scarnificarli del loro significato, persone coinvolte come esperti del reale, re-enactment di eventi storici che perdono attinenza con il reale, storie e racconti quanto più vicini a quanto accaduto, conferenze non accademiche, film, talk.
LIFE Festival 2026, seconda edizione.
Chiusi nelle nostre echo-chambers, bombardati da un flusso incessante di notizie che non lascia spazio né tempo di sedimentazione, ci muoviamo su un piano di realtà che confligge con se stesso. L’informazione inciampa, i social network amplificano, l’approfondimento diventa terreno per pochi, la verità si nasconde in meandri tortuosi e il confronto con l’altro si fa sempre più acceso. Vittime di disinformazione e fake news, troviamo conforto in chi ci rassicura di essere dalla parte giusta. Le emozioni diventano più influenti dei fatti nel determinare le nostre posizioni e le nostre interazioni. Il nostro sistema cognitivo tende a selezionare e accettare solo le informazioni che aderiscono alla nostra visione del mondo, capitalizzando energie secondo un meccanismo economico di salvaguardia. Gli esperti parlano di Confirmation Bias. Nella contrapposizione tra un noi e un loro, viene meno anche il concetto stesso di confronto democratico, trasformato in un’arena di scontro quasi tribale. Come coesistere con chi la pensa in modo diametralmente opposto? Come vivere accanto a chi incarna credenze inconciliabili con le nostre? In questo quadro dai tratti non rassicuranti, LIFE si inserisce con il suo sguardo sulla realtà contemporanea fatto di narrazioni inedite, ambigue, irriverenti, scomode. Il palcoscenico diventa laboratorio per esplorare queste fratture che attraversano la società e la politica, le nostre relazioni più intime, i nostri corpi, i nostri desideri. L’arte messa a diretto confronto con l’informazione, scardina convinzioni, si riappropria dei codici dello spettacolo spesso alla mercé della peggiore performance mediatica. La polarizzazione smette di essere un concetto astratto e diventa esperienza viva, viscerale, emotiva. Il teatro può ciò che l’algoritmo non può: creare uno spazio di presenza condivisa, dove il confronto non è mediato da uno schermo ma accade nel qui e ora, nell’incontro reale tra persone. Un festival che si muove tra realtà e immaginazione, tra fatti e finzione, lasciando all’arte la forza di dispositivo critico e la possibilità di essere uno spazio di resistenza, di partecipazione e di interrogativi.

PANORAMICA*25 // CARTOGRAFIE LIMINALI
Rassegna di videoarte su call nazionale a cura di Alessandra Arnò // VISUALCONTAINER
Dal 21 al 27 Marzo 2026
Inaugurazione: Sabato 21 Marzo dalle 18 alle 21
Apertura al pubblico Venerdì e Sabato dalle 18 alle 20.30 e su appuntamento scrivendo a info@dotbox.it
Artist*: Citron/Lunardi – Lorenzo Papanti – Nicola Bertoglio – Marco Gentilini & Veronica Orrù – Plurale (Leonardo Avesani/ Chiara Ventura) – Atefeh Khas – Massimiliano Marianni – Gianni Barelli – Francesca Longo – Cosimo Iannunzio
Il 21 marzo Visualcontainer[.Box] presenta PANORAMICA*25 // CARTOGRAFIE LIMINALI, la selezione nazionale dedicata alla ricognizione delle ricerche di videoarte in Italia nel 2025, in occasione del compleanno dello spazio.
Cartografare oggi non significa descrivere un territorio in modo neutrale, ma riconoscere che ogni mappa è un dispositivo: seleziona, orienta, produce visioni e rimozioni. Cartografie Liminali riunisce opere che abitano soglie tra naturale e artificiale, memoria e simulazione, corpo e macchina, intimità e piattaforme, crisi e trasformazione.
VISUAL CONVERSATION
Video Art Screening
Venerdì 06 marzo 2026, ore 19.00
C/O SuperOtium
via Santa Teresa degli Scalzi 8 – 80135, Napoli
SuperOtium è lieto di presentare VISUAL CONVERSATION, una serata dedicata alla video arte e alle immagini in movimento, in programma giovedì 6 marzo 2026 alle ore 19.00 negli spazi dell’art-hotel e residenza artistica nel centro storico di Napoli.
L’evento si inserisce nel percorso di SuperOtium volto a esplorare la città come dispositivo culturale e sensibile, attraverso pratiche artistiche capaci di attivare nuove forme di osservazione e relazione. In questo contesto, Visual Conversation si configura come una costellazione di opere e sguardi che attraversano linguaggi, archivi e geografie differenti, mettendo in dialogo la scena italiana contemporanea con ricerche internazionali e piattaforme di sperimentazione digitale.
UNA COSTELLAZIONE DI PARTNER E VISIONI
Visual Conversation nasce dalla collaborazione con Visualcontainer, Ex-Voto [radical public culture], Arts University Bournemouth, Collezione Agovino e nctm e l’arte, intrecciando materiali e prospettive che ruotano attorno a temi urgenti: il rapporto tra intelligenze umane e artificiali, la costruzione delle narrazioni visive, l’uso del found footage, le trasformazioni percettive generate dalle interfacce digitali.
Il focus della serata è dedicato al modo in cui le intelligenze — reali e artificiali — diventano strumenti di lettura e rappresentazione della realtà. Un’indagine su ciò che l’immagine include o esclude, e su come ogni narrazione visiva costruisca una propria geografia, un proprio campo di senso.
PROGRAMMA DELLO SCREENING
La serata includerà:
PANORAMICA 2025//CARTOGRAFIE LIMINALI
a cura di Alessandra Arnò /Visualcontainer con le opere di Citron/Lunardi – Lorenzo Papanti – Nicola Bertoglio – Marco Gentilini & Veronica Orrù – Plurale (Leonardo Avesani/ Chiara Ventura) Atefeh Khas – Massimiliano Marianni – Gianni Barelli – Francesca Longo – Cosimo Iannunzio.
Selezione di opere video provenienti da Panoramica, progetto giunto alla quinta edizione, che raccoglie e promuove le opere di videoarte più originali e significative realizzate in Italia nel corso del 2025.
Panoramica restituisce una mappa aggiornata delle ricerche audiovisive sperimentali contemporanee, condividendo con il pubblico nazionale e internazionale una panoramica sulle urgenze tematiche e sulle pratiche emergenti della videoarte italiana.
VVV RESIDENCY (VVV-R) — 6ª edizione
a cura di Alessandra Arnò e Simona Da Pozzo
con il supporto di Arts University Bournemouth
Saranno presentati gli artisti -Tristan Robinson, Jay Orren e Bridget Phillips- in residenza nell’ambito della sesta edizione di VVV Residency, spazio virtuale di riflessione critica e produzione dedicato al video-trouvé come strumento per guardare alla propria ricerca attraverso gli occhi degli altri.
La residenza indaga come l’interazione umana e la percezione della realtà siano oggi in continuo “glitching” all’interno delle interfacce dello schermo. Gli artisti lavorano con archivi digitali e fisici, blog, piattaforme webinar e streaming, dando vita a nuove opere che saranno presentate anche su VisualcontainerTv.
Accanto ai programmi curatoriali e di residenza, la serata si arricchisce della presenza di due importanti collezioni attive sul territorio nazionale, che presentano opere capaci di ampliare ulteriormente la riflessione sul potere dell’immagine e sulle forme contemporanee di percezione.
nctm e l’arte, progetto indipendente di ADVANT Nctm dedicato all’arte del presente e diretto artisticamente da Gabi Scardi, presenta The Hidden Shapes. Blue Diamond (2021) di Rachele Maistrello: un video che evoca un fondale marino “simbiotico” e costruisce un’esperienza di immersione e ascolto, dove l’intimità dell’apnea apre a una soglia di confronto con lo sconosciuto e l’incomprensibile.
Collezione Agovino, realtà nata a Napoli e impegnata in una programmazione culturale in dialogo con il presente e con le comunità, presenta invece, a cura di Francesca Blandino, Outlines on every surface / sneaker, sandal, shell-suit, fleece (2010) di Helen Marten: un’opera costruita a partire da immagini trovate sul web, che riduce oggetti quotidiani a profili essenziali, interrogando i meccanismi attraverso cui lo sguardo seleziona, organizza e attribuisce senso al reale.
DONA IL 5 x 1000
Visualcontainer
Via Volturno 35
20124, Milan – Italy
info@visualcontainer.org